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La Rete Linguistica – Beta Perpetua – Si comincia

Tanto per cominciare, ho trovato (credo) il modo di fare le aggiunte e gli editing del caso alla tesi in maniera incline alla mia idea di revisione tesi. Io volevo proprio la possibilità di saltare da una pagina all’altra, a seconda dell’occasione, dell’idea, del caso, e farci le aggiuntine come avrei fatto con un documento cartaceo. Epperò online, così da condividere il tutto. Detto fatto: ho trovato Pdfescape.La tesi è divisa in due files, per motivi tecnici (la versione gratuita di Pdfescape nn permette di gestire files di più di 100 pagine): eccovi i link:

La Rete Linguistica – Beta Perpetua – Prima Parte

La Rete Linguistica – Beta Perpetua – Seconda Parte

Via via che aggiorno, segnalerò le pagine del pdf con le note. Per cominciare, sulla prima parte:

pag. 38 – Sull’uso comune e come questo modifichi la lingua con apporoccio bottom-up.

Pag. 55 – Sulla motivazione intrinseca.

Per adesso questo, tanto per iniziare. Mano a mano che mi viene l’ispirazione e mi prende il sacro fuoco continuerò ad aggiornare. Il sacro fuoco richiede cervello sgombro (nel senso di libero. Non il pesce.), e ultimamente il periodo è piuttosto pieno…pure con le interviste cominciamo mo’… 😉

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La Rete Linguistica – Beta Perpetua – Episodio Zero

Con questo post intendo iniziare un lavoro di rilettura e ampliamento del mio lavoro di tesi magistrale, in modo da farne uno spunto per lavori futuri, e magari segnalare cose che la formalità del contenitore tesi non mi consentivano di metterci. Per capirci, troverete tutte le associazioni mentali che tuttora mi vengono nella vita quotidiana in relazione a quel lavoro.

Non so esattamente dove vado a parare, né precisamente il come farò tutto quello che ho più o meno in testa di fare. Ci provo.

In linea di massima, pubblicherò un post a settimana, andando per ordine, cercando di mettere la giusta quantità di carne al fuoco.

Volendo separare i post di questo lavoro dal resto, (perché magari a voi delle associazioni mentali mie che ad oggi ancora faccio sulla mia tesi di laurea, inspiegabilmente, non ve ne frega nulla) è stata creata una categoria a parte, chiamata “La Rete Linguistica – Beta Perpetua” per cui è possibile filtrare questo mio particolare argomento di diletto dagli altri, che intanto vanno nella categoria “Generale”, e che se necessario avranno una loro categoria a parte.

I post veri e propri inizieranno dalla settimana ventura. Per scaldarvi, intanto, una piccola chicca: il video della beta release della mia discussione di tesi, postato su youtube il giorno prima della laurea, come prova generale della discussione. Se ne evince il mio grado di stress, seppur leggermente cammuffato da cazzimma. Enjoy. Alla fine della ripubblicazione a puntate potrei, se la trovo, fornirvi un’altra chicca, conclusiva ;). Enjoy.

Ecco un esempio concreto di quello che intendo quando affermo che secondo me la lingua va vista come un tool 2.0 (e ciò è valido sempre, ma diventa particolarmente evidente quando la analizza mentre viene appresa in un contesto L2).
Qualcuno potrà rimanere stupito, in quanto l’approccio è radicalmente diverso da quello tradizionale; le basi teoriche, tuttavia, ci sono e sono solide, per cui se l’idea vi incuriosisce e stimola sappiate che è di questo genere di cose che si discuterà (spero con il vostro contributo) su queste pagine.

Il Gobbi's unauthorized blog

Non mi chiedete il perché o il per come, ma stamattina mi è venuta in mente questa: l’avete visto Transformers, il film? Ecco, avete presente Bumblebee, la Camaro gialla che parla tramite l’autoradio? Prende spezzoni di trasmissioni radio inerenti a quello che vuole comunicare e li riusa, “ritagliandoli”, per esprimersi.

Ora, ce l’avete presente Homer, il bimbo iraniano studiato da Judy Warner-Gough alla base dell’ipotesi interazionista di Long? Quello di “Where are you going is home”? (Se non ce l’avete presente, pag. 63 del pdf, o 49 del testo) Ecco, praticamente Bumblebee fa la stessa cosa: utilizza spezzoni di lingua a sua disposizione e li rielabora per comunicare, come, per l’appunto, un apprendente di lingua in contesto L2.

Bumblebee può permettersi di comunicare in tal modo perché ha a disposizione un database molto vasto a cui fare riferimento, prendendo ciò che gli fa comodo e adattandolo alle proprie necessità comunicative…

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