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Convergenza di vedute

Sto leggendo Cultura Convergente di Henry Jenkins e, come dire, per farvi capire gli spunti interessanti che ci sto trovando, come posso fare?
Provo così:

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Ecco, per dire.
Magari poi ne riparliamo, però intanto volevo condividere con voi questo paragrafetto, pag 192, in Verso la rielaborazione della scuola, Cap. 5, (Perché Heather può scrivere):

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Torna? A me sì (ovvio).
Vedi, ad esempio su Ipotesi Glottodidattica 2.0

Con l’espressione “Glottodidattica 2.0” intendo suggerire un nuovo approccio alla glottodidattica basato sull’interazione e la cooperazione tra apprendenti e parlanti di una lingua target e tra apprendenti della stessa lingua straniera. Sfruttando appieno le possibilità offerte dal Web, la glottodidattica 2.0 offre finalmente l’opportunità di cogliere appieno quelle dinamiche informali fondamentali per l’acquisizione linguistica, obiettivo fuori portata prima dell’avvento del Web 2.0.

O anche già in La Rete Linguistica:

Esperimenti sul conflitto socio-cognitivo hanno inoltre dimostrato che questo è più produttivo quando viene gestito tra pari, e che se ad istillare il dubbio è qualcuno che occupa un rango più elevato (si badi bene: si parla di rango e ruoli sociali, non di competenza comunicativa o linguistica) possano addirittura verificarsi reazioni che ostacolano il processo cognitivo (Negri 2005: 61); di nuovo, sia lo sviluppo della lingua che quello del web sembrano privilegiare dinamiche orizzontali e tra pari, il cosiddetto peer to peer (p2p), già menzionato in precedenza (§ 2.3.2).

E ancora:

Il moltiplicarsi di attori interattivi e con ruoli interscambiabili sulla scena, occupati in micro-attività che hanno come punto di partenza l’interesse comune di due o più persone permetterà non solo la specializzazione anche lo sviluppo di materiali didattici pensati ad hoc per un determinato tipo di apprendente, o meglio per un determinato tipo di interesse. Tra i vantaggi dell’interazione via web, infatti, c’è quello che si manifesta quando si offre un palco locale e contestualizzato, ma allo stesso tempo potenzialmente globale, a certi argomenti. Il web permette infatti di fornire un contesto di interazione a partire da un interesse comune: piattaforme come Twitter, tramite l’utilizzo degli hashtag fanno di questo uno dei loro maggiori punti di forza.

E vabbè, ovviamente in Tweetaliano:

The 2.0 approach adopted by Tweetaliano also involves the roles of users within the community. As there is no pre-established distinction between teachers and learners, these roles are constantly and contextually re-negotiated in a functional way. The same user who has just asked a question, taking the role of learner, might, right afterwards or even at the same time, be answering someone else’s question, acting as a teacher for that particular instance. This shift from a vertical structure of preestablished and fixed roles (teachers-learners) to a horizontal one made of interactive peers is functional to a more productive management of socio-cognitive conflict, as research demonstrates.

Ecco, tanto per un antipastino.
Se interessa, stay tuned, che Jenkins è un mostro e di ciccia da mettere al fuoco ce n’è.

E scusate se ultimamente ho scritto poco; spunti ne ho diversi tra le bozze e un po’ per volta adesso ve li racconto tutti…

Nuovi orizzonti.

Un piccolo post per due cosine.

Condivido, innanzitutto, la prefazione di Wu Ming alla traduzione italiana di Convergence Culture di Henry Jenkins, in quanto molti punti mi sembrano appropriati ai temi trattati in questo blog:

http://www.wumingfoundation.com/italiano/outtakes/culturaconvergente.htm.

Il fatto che io mi trovi ora a scoprire certi approcci e certi autori lo trovo significativo del mio percorso di allargamento di orizzonti, che dalla linguistica e glottodidattica in senso stretto si sposta funzionalmente verso un approccio ben più ampio.

In realtà l’approccio mio ha sempre teso ad orizzonti più estesi, ma non c’è dubbio che il percorso di studi intrapreso finora mi abbia certamente influenzato in prospettiva linguisitica. Ora però (e questa è la seconda cosa), sta ufficialmente per aprirsi un altro capitolo della mia vita, con il mio prossimo trasferimento all’Università di Salerno, dove sto per iniziare un dottorato in scienze della comunicazione, che mi fornirà approcci, strumenti e spunti nuovi per proseguire le mie ricerche.

All’aspetto accademico, già di per se molto interessante, tutto ciò avrà una ricaduta notevole su di me personalmente: il mio percorso formativo continua e sta per arricchirsi, dopo 10 anni a Perugia, di un ulteriore trasferimento a sud. Non vedo l’ora. Ospite in questi giorni di due amici avellinesi di vecchia data, inizio la mia graduale immersione linguistica e culturale verso la campania e il sud. Vorrei avere il modo di monitorare i miei progressi, l’allargamento del mio italiano che andrà ad arricchirsi di nuove strumenti, competenze, parole, strutture, possibilità. Sono in-va-sa-to.
Devo trovare un modo per tracciare la mappa di questi nuovi territori sociolinguisitici, ma non sarà semplice. Vi tengo aggiornati. E se qualcuno mi legge da Salerno, arrivo!

🙂